Percentuali e IVA spiegate: aggiungere, scorporare e cumulare
Le percentuali sembrano semplice aritmetica, e il più delle volte lo sono. Gli errori nascono da un dettaglio facile da perdere di vista: ogni percentuale è una percentuale di qualcosa, e quel qualcosa cambia da un passaggio all’altro. Questa guida spiega i tre calcoli di base, la differenza tra percentuale e punti percentuali, come aggiungere e scorporare l’IVA senza errori, quanto vale davvero un’offerta «l’IVA la paghiamo noi» e perché due sconti consecutivi valgono meno della loro somma.
I tre calcoli di base
Quasi ogni domanda sulle percentuali rientra in uno di tre casi, e ognuno ha la sua formula:
20% di 500 = 500 × 0,20 = 100La percentuale di un valore: moltiplica per la percentuale divisa per 100.120 ÷ 500 × 100 = 24%Che percentuale è un numero rispetto a un altro: dividi, poi moltiplica per 100.(150 − 120) ÷ 120 × 100 = 25%La variazione da un valore vecchio a uno nuovo: la differenza divisa per il valore vecchio. Un calo risulta negativo.
È dal terzo che nasce la maggior parte degli errori. La variazione si misura sempre rispetto al valore di partenza, quindi passare da 120 a 150 è un aumento del 25%, mentre tornare da 150 a 120 è una diminuzione del 20%.
Percentuale e punti percentuali
Quando i valori confrontati sono essi stessi percentuali, ci sono due modi diversi di descrivere la variazione. Se un tasso d’interesse passa dal 4% al 5%, è salito di un punto percentuale, la semplice differenza tra i due. Ma è anche salito del 25%, perché 1 è un quarto di 4. Entrambe le affermazioni sono vere; rispondono a domande diverse, e confonderle fa sembrare una variazione quattro volte più grande o più piccola di quanto sia.
Lo stesso vale per aliquote fiscali, tassi di disoccupazione e interessi: «l’IVA sale di due punti» significa dal 21% al 23%, non del 2% del 21%.
Aumenti e cali non sono simmetrici
Aggiungere il 20% e poi togliere il 20% non riporta al punto di partenza. 100 più il 20% fa 120; il 20% di 120 è 24, quindi togliendolo resta 96. La seconda percentuale si calcola su un numero più grande, quindi toglie più di quanto la prima abbia aggiunto.
La stessa asimmetria fa sì che per recuperare un calo serva un aumento più grande: dopo un calo del 50%, un valore deve raddoppiare, cioè salire del 100%, per tornare dov’era. Per annullare un aumento percentuale dividi per lo stesso fattore per cui hai moltiplicato; non sottrai mai la stessa percentuale.
Aggiungere e scorporare l’IVA
L’IVA è una percentuale del prezzo prima delle imposte, il prezzo netto. Aggiungerla è una moltiplicazione: con l’IVA al 23%, un prezzo netto di 100 diventa 100 × 1,23 = 123.
Toglierla è il passaggio in cui si sbaglia. L’IVA contenuta in un prezzo di 123 non è il 23% di 123, che sarebbe 28,29: è 23. Il modo corretto è dividere il prezzo lordo per lo stesso fattore: 123 ÷ 1,23 = 100, e l’IVA è la differenza. L’IVA è quindi una quota del prezzo finale più piccola di quanto l’aliquota lasci pensare:
| Aliquota IVA | Fattore: moltiplica per aggiungere, dividi per scorporare | Quota del prezzo finale che è IVA |
|---|---|---|
| 5% | 1,05 | 4,76% |
| 10% | 1,10 | 9,09% |
| 19% | 1,19 | 15,97% |
| 20% | 1,20 | 16,67% |
| 21% | 1,21 | 17,36% |
| 22% | 1,22 | 18,03% |
| 23% | 1,23 | 18,70% |
L’ultima colonna è l’aliquota divisa per 100 più l’aliquota: per il 23%, 23 ÷ 123 = 18,70%. È il modo più rapido per trovare l’IVA contenuta in un prezzo: un prezzo esposto di 49,99 con IVA al 23% contiene 49,99 × 0,1870 = 9,35 di IVA.
Quanto vale «l’IVA la paghiamo noi»
A volte i negozi pubblicizzano che l’IVA la pagano loro: paghi il prezzo senza imposta. Con l’IVA al 23%, un articolo esposto a 123 costa 100. È uno sconto di 23 su 123, cioè del 18,70%, non del 23%. Lo sconto a cui equivale davvero un’offerta del genere è sempre la quota nell’ultima colonna della tabella qui sopra, mai l’aliquota IVA in sé. Resta comunque uno sconto reale; è solo più piccolo di quanto suggerisca il numero sul cartello.
Due sconti non equivalgono alla loro somma
Uno sconto del 20% seguito da un altro 10% non è uno sconto del 30%. Il secondo si applica al prezzo già ridotto: 100 meno il 20% fa 80, e il 10% di 80 è 8, quindi paghi 72. Lo sconto totale è del 28%.
In generale, gli sconti si combinano moltiplicando ciò che resta: 0,80 × 0,90 = 0,72, quindi resta il 72% del prezzo. L’ordine non conta — anche 10% e poi 20% dà 72 — ma la somma sopravvaluta sempre il risultato, e lo scarto cresce con l’entità degli sconti: il 50% e poi un altro 50% lasciano un quarto del prezzo, non zero.
Aliquote IVA ordinarie
Queste sono le aliquote ordinarie in vigore a settembre 2026 nei paesi nelle cui lingue è pubblicato nTools, oltre che negli Stati Uniti, in Giappone e in Australia. Ogni paese prevede anche aliquote ridotte per alcuni beni e servizi, come alimenti, libri o energia, quindi verifica l’aliquota che si applica a ciò che compri o vendi.
| Paese | Aliquota ordinaria |
|---|---|
| Portogallo | 23% (22% a Madeira, 16% nelle Azzorre) |
| Spagna | 21% |
| Francia | 20% |
| Germania | 19% |
| Italia | 22% |
| Regno Unito | 20% |
| Stati Uniti | Nessuna IVA; sales tax statale dallo 0% al 7,25%, più le imposte locali |
| Giappone | 10% (imposta sui consumi) |
| Australia | 10% (GST) |
Negli Stati Uniti, cinque stati non hanno un’imposta sulle vendite (sales tax) a livello statale, la California ha l’aliquota statale più alta, il 7,25%, e contee e città aggiungono le proprie imposte, per cui in Louisiana l’aliquota combinata media supera il 10%. L’imposta di solito si aggiunge alla cassa invece di essere inclusa nel prezzo esposto; in Australia, come in Europa, è inclusa.
Il Brasile non ha ancora un’IVA unica. Le sue imposte sui consumi vengono sostituite da due nuove imposte, la CBS federale e l’IBS statale e municipale, con la riforma introdotta dall’Emendamento costituzionale 132/2023 e dalla Legge complementare 214/2025. Il 2026 è un anno di prova con aliquote dello 0,9% e dello 0,1%, e le vecchie imposte vengono eliminate gradualmente fino al 2033. La differenza conta per i calcoli: l’ICMS, oggi la principale imposta statale, è incluso nella propria base imponibile, quindi un’aliquota del 18% equivale a circa il 21,95% sul prezzo al netto dell’imposta, mentre CBS e IBS si calcolano sul prezzo al netto di esse, come l’IVA in Europa.
Domande frequenti
Come si scorpora l’IVA al 23% da un prezzo?
Dividi per 1,23. Un prezzo di 61,50 corrisponde a 50,00 senza IVA, e l’IVA è 11,50. Togliere il 23% dal prezzo lordo dà il risultato sbagliato.
Perché se aggiungo il 20% e poi tolgo il 20% non torno al valore iniziale?
Perché il secondo 20% si calcola su un numero più grande. 100 più il 20% fa 120, e il 20% di 120 è 24, quindi arrivi a 96. Per annullare un aumento, dividi per lo stesso fattore.
Due sconti del 10% equivalgono a uno del 20%?
No. Resta 0,90 × 0,90 = 0,81, cioè l’81% del prezzo: uno sconto totale del 19%.
nTools conosce l’aliquota IVA del mio paese?
No. I calcolatori lavorano con l’aliquota che inserisci, quindi vanno bene per qualsiasi paese e qualsiasi aliquota ridotta, ma sei tu a dover scegliere l’aliquota applicabile.
Guide correlate
- Indirizzi IP spiegati: IPv4, IPv6 e gli intervalli riservati
- Record DNS spiegati: A, AAAA, CNAME, MX, TXT e NS
- Sottoreti e CIDR spiegati: prefissi, maschere e host utilizzabili
- Timestamp Unix e fusi orari spiegati
- Formati immagine spiegati: JPEG, PNG, WebP, AVIF e HEIC
- Robustezza delle password spiegata: lunghezza, entropia e passphrase
- Gli UUID spiegati: v4, v7 e come scegliere la versione giusta
- I codici QR spiegati: capacità, correzione degli errori e dimensioni di stampa