Un sito è down o il problema è solo tuo? Come verificarlo, passo per passo

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Quando un sito non si apre, la prima domanda è se sia down per tutti o solo per te. La seconda è dove si blocca. Tra il momento in cui scrivi un nome e quello in cui vedi una pagina, il browser attraversa quattro livelli: la registrazione del dominio, il DNS, la connessione all’indirizzo IP del server e il server web. Ognuno si guasta a modo suo e mostra il proprio errore, quindi controllarli in ordine di solito permette di trovare la causa in pochi minuti.

Da un nome a una pagina

  1. Il dominio è registrato. Un registro, come quello del .com o del .pt, conserva il nome, il suo registrar e quali name server rispondono per esso.
  2. Il DNS trasforma il nome in un indirizzo. Il tuo dispositivo interroga un resolver DNS, che trova i name server del dominio e ottiene il suo indirizzo IPv4 (un record A) o IPv6 (un record AAAA).
  3. Il browser si collega a quell’indirizzo. Apre una connessione al server e, per https, controlla il certificato di sicurezza del server.
  4. Il server web risponde. Restituisce la pagina con un codice di stato HTTP di tre cifre: 200 quando va tutto bene, oppure un errore come 404 o 503.

Davanti a tutti e quattro c’è il tuo dispositivo: la sua cache DNS, la sua rete, una VPN o un’estensione del browser possono interrompere il percorso anche quando ogni livello dal lato del sito funziona.

Quale livello non funziona

LivelloCosa non vaCosa vedi di solito in Chrome
Registrazione del dominioIl dominio è scaduto, è stato sospeso dal registro o dal registrar, oppure è stato cancellatoDNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN, oppure una pagina del registrar che dice che il dominio è scaduto
DNSIl nome non ha alcun record, non ha alcun indirizzo, oppure i suoi name server non rispondonoDNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN o ERR_NAME_NOT_RESOLVED
Indirizzo IP e connessioneIl server è spento, un firewall scarta il traffico o il percorso di rete è interrottoERR_CONNECTION_TIMED_OUT o ERR_CONNECTION_REFUSED
Certificato di sicurezzaIl certificato è scaduto o non corrisponde al nomeNET::ERR_CERT_DATE_INVALID o NET::ERR_CERT_COMMON_NAME_INVALID
Server webIl server è in funzione ma non riesce a servire le pagineUna pagina di errore con un codice come 500, 502 o 503, oppure ERR_TOO_MANY_REDIRECTS

Passo 1: verifica da un altro punto

Inizia verificando il sito dall’esterno della tua connessione. Se è down anche lì, è down per tutti e il guasto è dal lato del sito. Se lì funziona ma a te no, il problema sta da qualche parte tra il tuo dispositivo e il sito, e i passi da provare sono quelli più sotto.

Il nostro strumento di verifica lo fa da un data center Cloudflare e da sonde in sei regioni del mondo, e controlla in un colpo solo il dominio, il DNS e il server web. Puoi anche provare con il telefono sui dati mobili invece che sul Wi-Fi: usa una rete diversa e, di solito, server DNS diversi.

Il sito è down?

Passo 2: la registrazione del dominio

Un dominio si prende in affitto, non si compra, e quando non viene rinnovato il sito scompare anche se il server funziona perfettamente. I dati pubblici di registrazione, disponibili tramite RDAP (il successore di WHOIS), mostrano la data di scadenza e i codici di stato del dominio.

Alcuni codici di stato tolgono il dominio dal DNS. Con clientHold, impostato dal registrar, o serverHold, impostato dal registro, il dominio non viene pubblicato nel DNS e non viene risolto. Lo stesso accade con inactive, che significa che non è impostato alcun name server. Stati come clientTransferProhibited sono normali blocchi contro i trasferimenti indesiderati e non hanno effetti sul sito.

Per i domini generici come .com, .org o .net, la Expired Registration Recovery Policy dell’ICANN (la politica per il recupero delle registrazioni scadute) stabilisce cosa succede dopo la scadenza. Il registrar deve interrompere il DNS del dominio almeno negli ultimi otto giorni consecutivi in cui l’intestatario può ancora rinnovarlo, e qualsiasi pagina mostri al suo posto deve dire chiaramente che il dominio è scaduto e come rinnovarlo. Se poi il dominio viene cancellato, entra in un Redemption Grace Period (periodo di grazia per il riscatto) di 30 giorni con il DNS disattivato, seguito da 5 giorni di pendingDelete, dopo i quali chiunque può registrarlo. I domini nazionali come .pt, .br o .de seguono le regole del proprio registro.

Ricerca WHOIS / RDAP

Passo 3: il DNS

Se il dominio è attivo, controlla che il suo nome venga risolto. Una risposta NXDOMAIN significa che il nome non esiste affatto nel DNS. Una risposta senza record A o AAAA significa che il nome esiste ma non punta ad alcun indirizzo, e di solito si tratta di un errore di configurazione, per esempio dopo il trasferimento a un nuovo fornitore di hosting.

Le risposte DNS restano in cache per tutto il tempo indicato dal TTL del record. Per questo una modifica può impiegare minuti o ore a raggiungere tutti, e per questo, in quel periodo, un sito può funzionare per una persona e non per un’altra. Anche le risposte negative finiscono in cache: se al tuo resolver è stato detto che il nome non esisteva, può continuare a ripeterlo per un po’ anche dopo che il problema è stato risolto.

Sul tuo dispositivo puoi svuotare la cache DNS: su Windows con ipconfig /flushdns, su macOS con sudo killall -HUP mDNSResponder. Anche Chrome ha una propria cache, che puoi svuotare da chrome://net-internals/#dns. Passare a un altro resolver pubblico, come 1.1.1.1 o 8.8.8.8, è un modo rapido per escludere il DNS del tuo fornitore.

Ricerca DNS

Passo 4: l’indirizzo IP e la connessione

Una volta ottenuto l’indirizzo, il browser deve raggiungerlo. Una connessione che va in timeout di solito significa che il server è spento, sovraccarico o dietro un firewall che scarta il traffico. Una connessione rifiutata significa che a quell’indirizzo qualcosa ha risposto, ma nessun server web è in ascolto.

Molti siti hanno sia un indirizzo IPv4 sia un indirizzo IPv6. I browser provano entrambi e usano quello che si collega per primo, quindi una configurazione IPv6 difettosa da una delle due parti spesso resta nascosta, ma non sempre: un sito può funzionare su una rete e non su un’altra perché solo uno dei due percorsi è interrotto.

Alcuni blocchi dipendono da dove ti trovi. Un sito può rifiutare i visitatori di certi paesi, un fornitore può bloccare un sito per legge e una rete aziendale può filtrarlo. Provare un’altra rete, o fare un confronto con una verifica eseguita altrove, permette di distinguere questi casi da un vero disservizio.

Qual è il mio IP?

Passo 5: il server web

Quando la connessione funziona, il codice di stato HTTP del server dice cosa è successo. I codici da 200 a 299 indicano un successo e quelli da 300 a 399 un reindirizzamento. I codici da 400 a 499 indicano che il server è online ma ha rifiutato o non ha trovato ciò che è stato chiesto, e i codici da 500 a 599 che è il server stesso ad avere un problema. I siti dietro Cloudflare possono mostrare anche i codici propri di Cloudflare, come 521 o 522, quando il server che sta dietro non risponde.

La prossima guida di questa serie spiega uno per uno i codici più comuni, con il loro significato per un visitatore e per il proprietario del sito.

Quando un sito funzionante sembra down

Gli strumenti di verifica automatici, compreso il nostro, non sempre vedono ciò che vede una persona. Questi casi fanno sembrare down un sito funzionante a uno strumento di verifica, o solo ad alcune persone:

Succede anche il contrario: un sito può sembrare online quando non lo è. Una rete di distribuzione dei contenuti può continuare a servire pagine dalla cache mentre il server che sta dietro è fuori servizio, e un dominio scaduto può mostrare una pagina di parcheggio del registrar che risponde normalmente. Per questo il nostro strumento di verifica mostra il titolo della pagina insieme al risultato: «Dominio scaduto» o «In manutenzione» con un codice 200 non è il vero sito.

Se il sito è tuo

  1. Controlla il dominio: che sia rinnovato, che non abbia uno stato di hold e che punti ai name server giusti.
  2. Controlla il DNS: che i record A e AAAA contengano gli indirizzi attuali del tuo server. Se li hai modificati di recente, tieni conto del TTL.
  3. Controlla la pagina di stato del tuo fornitore di hosting e che il server e il servizio web siano in funzione.
  4. Controlla la data di scadenza del certificato e che copra tutti i nomi che usi, con e senza www.
  5. Leggi il log degli errori del server all’ora del guasto: i codici 5xx lasciano quasi sempre una traccia lì.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se un sito è down per tutti?

Verificalo da un’altra rete o con uno strumento di verifica online. Se non funziona neanche lì, è down per tutti. Se lì funziona, il problema è dalla tua parte: la cache DNS, la rete, la VPN o il browser.

Perché un sito funziona sul telefono ma non sul computer?

Con i dati mobili il telefono usa una rete diversa e di solito server DNS diversi. Il computer potrebbe avere in cache una vecchia risposta DNS, usare un altro resolver, oppure avere di mezzo una VPN, un firewall o un’estensione.

Quanto tempo impiega una modifica DNS a raggiungere tutti?

Fino al TTL del vecchio record, che spesso va da pochi minuti a un giorno. I resolver che hanno messo in cache la vecchia risposta continuano a usarla finché non scade.

Un dominio scaduto smette subito di funzionare?

Non sempre. Per i domini generici il registrar deve interrompere il DNS almeno negli ultimi otto giorni in cui il dominio può ancora essere rinnovato, ma il giorno esatto dipende dal registrar. Una volta cancellato, il dominio smette di essere risolto durante il periodo di riscatto di 30 giorni.

Prossima della serie Codici di stato HTTP ed errori di Cloudflare: cosa significano 403, 404, 429, 500, 503 e 521 →

Riferimenti

  1. ICANN — EPP Status Codes: What Do They Mean, and Why Should I Know?
  2. ICANN — Expired Registration Recovery Policy
  3. ICANN — FAQs for Registrants: Domain Name Renewals and Expiration
  4. RFC 2308 — Negative Caching of DNS Queries (DNS NCACHE) (March 1998)
  5. RFC 9083 — JSON Responses for the Registration Data Access Protocol (RDAP) (June 2021)

Guide correlate